Fiume

Un fiume silenziosamente mi guarda e io mi riconosco in esso.
Da dove vengono le mie parole? Esiste un sistema per definirle? Una catena per legarle?
Esse sono libere, come l’aria.
Sono nata senza metrica.
Metrica è il rumore dei miei passi che affondano la terra.
Il rumore della pioggia fuori si mischia con la visione del fiume.
Angeli terreni ultrasensibili raccolgono l’acqua in fasci di luce.
Una luce accecante mi invade, come un getto di pioggia fredda.
Un’energia torrenziale, sento le vene pulsarmi.
È questo il primitivo vivere?
Sono una donna che guarda il moltiplicarsi delle onde.

Una donna che cerca il silenzio come una grotta di madre.                        Una donna che cerca lo spirito come acqua celestiale.

Lucidi sono i miei occhi sulla terra.

Greta Scarlet

La chevelure – Charles Baudelaire

Je t’adore à l’égale de la voûte nocturne,

o vase de tristesse, ô grande taciturne,

Et t’aime d’autant plus, belle, que te me fuis,

Et que tu me parais, ornement de mes nuits,

Plus ironiquement accumuler les lieues

Qui séparent mes bras des immensités bleues.

Je m’avance à l’attaque, et je grimpe aux assauts,

Comme aprés un cadavre un coeur de vermisseaux,

Et je chéris, ô bête implacable et cruelle!

Jusqu’à cette froideur par où tu m’es plus belle!

 

T’amo come la gran volta notturna,

o grande taciturna, o colmo vaso

di tristezza! Ed ancora più ti amo,

bella, se tu mi fuggi e quando sembri

in più ironico modo accumulare,

tu che ornamento sei delle mie notti,

leghe su leghe a quelle che separano

dalle mie braccia azzurri interminati.

All’attacco m’avanzo arrampicato

come dietro a un cadavere uno stuolo

di vermi, e di te tutto amo, crudele

belva implacabile, perfino il gelo

traverso cui m’appari anche più bella!